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“Giovani e vecchi si parlino: un ponte da stabilire e custodire”

"Guardate bene il rapporto che avete con le vostre suocere - ammonisce il Papa -. Sì, alle volte sono un po’ speciale, ma ti hanno dato la maternità del coniuge, ti hanno dato tutto. Almeno farle felici, che portino avanti la vecchiaia in modo felice. Se hanno qualche difetto, lo correggano"

Lo ha affermato oggi Papa Francesco, nella catechesi dedicata al Libro di Rut durante l’udienza generale

Papa Francesco impartisce una benedizione - Foto SIR/Marco Calvarese

Nella catechesi odierna dedicata al libro di Rut, tenuta nel corso dell’udienza generale in piazza San Pietro, Papa Francesco ha sfatato i luoghi comuni relativi ai legami di parentela creati dal matrimonio, specie quello tra suocera e nuora: «I vecchi sono belli! – esclama il Papa -. Vi invito a riscoprire il libro di Rut! Specialmente nella meditazione sull’amore e nella catechesi sulla famiglia. Questo piccolo libro contiene anche un prezioso insegnamento sull’alleanza delle generazioni. Dove la giovinezza si rivela capace di ridare entusiasmo all’età matura – questo essenziale, quando la giovinezza ridà entusiasmo agli anziani – la vecchiaia si scopre capace di riaprire il futuro per la giovinezza ferita».

Quindi il Pontefice ha fatto un riferimento diretto alla vicende raccontate nel libro: «In un primo momento – ricorda -, l’anziana Noemi, pur commossa per l’affetto delle nuore, rimaste vedove dei suoi due figli, si mostra pessimista sul loro destino all’interno di un popolo che non è il loro -. Perciò incoraggia affettuosamente le giovani donne a ritornare nelle loro famiglie per rifarsi una vita, erano giovani queste donne, vedove. Dice: “Non posso fare niente per voi”. Già questo appare un atto d’amore. La donna anziana, senza marito e senza più figli, insiste perché le nuore la abbandonino. Però, è anche una sorta di rassegnazione: non c’è futuro possibile per le vedove straniere, prive della protezione del marito. Rut sa questo e resiste a questa generosa offerta: non vuole andarsene da casa sua. Il legame che si è stabilito tra suocera e nuora è stato benedetto da Dio: Noemi non può chiedere di essere abbandonata».

Da qui la considerazione del Papa: «In certi casi – afferma -, la tendenza dei vecchi al pessimismo ha bisogno di essere contrastata dalla pressione affettuosa dei giovani. Di fatto, Noemi, commossa dalla dedizione di Rut, uscirà dal suo pessimismo e addirittura prenderà l’iniziativa, aprendo per Rut un nuovo futuro. Istruisce e incoraggia Rut, vedova di suo figlio, a conquistarsi un nuovo marito in Israele. Booz, il candidato, mostra la sua nobiltà, difendendo Rut dagli uomini suoi dipendenti. Purtroppo, è un rischio che si verifica anche oggi. Il nuovo matrimonio di Rut si celebra e i mondi sono di nuovo pacificati. Le donne di Israele dicono a Noemi che Rut, la straniera, vale “più di sette” figli e che quel matrimonio sarà una benedizione del Signore. Noemi, che era piena di amarezza e diceva che il suo nome era ‘amarezza’, rivive e nella sua vecchiaia conoscerà la gioia di avere una parte nella generazione di una nuova nascita. Guardate quanti miracoli accompagnano la conversione di questa anziana donna! Lei si converte all’impegno di rendersi disponibile, con amore, per il futuro di una generazione ferita dalla perdita e a rischio di abbandono».

Quindi il Santo Padre ha parlato di questi legami di parentela contestualizzandoli nell’attualità: «Oggi la suocera è un personaggio mitico – constata parlando a braccio -. Non dico che la pensiamo come il diavolo, ma sempre la si pensa in brutta figura. No, è la mamma di tuo marito, di tua moglie». “La suocera quanto più è lontana, meglio è”. Questo, a detta di Papa Bergoglio, è  il sentimento diffuso da contrastare: «No, è madre, è una persona anziana, e una delle cose più belle delle donne è vedere i nipotini – ricorda -. Quando i figli hanno dei figli, rivivono. Guardate bene il rapporto che avete con le vostre suocere. , alle volte sono un po’ speciale, ma ti hanno dato la maternità del coniuge, ti hanno dato tutto. Almeno farle felici, che portino avanti la vecchiaia in modo felice. Se hanno qualche difetto, lo correggano».

Quindi l’invito alle suocere: «State attente alla lingua, voi suocere, è uno dei difetti più brutti – afferma -. L’esempio da seguire è quello del rapporto che si è instaurato tra Rut e Noemi. I fronti della ricomposizione sono gli stessi che, in base alle probabilità disegnate dai pregiudizi di senso comune, dovrebbero generare fratture insuperabili. Invece, la fede e l’amore consentono di superarli. La suocera supera la gelosia per il figlio proprioche è un pericolo, la gelosia della suocera per il proprio figlio – amando il nuovo legame di Rut; le donne di Israele superano la diffidenza per lo straniero, e se lo fanno le donne, tutti lo faranno; la vulnerabilità della ragazza sola, di fronte al potere del maschio, è riconciliata con un legame pieno d’amore e di rispetto. E tutto questo perché la giovane Rut si è ostinata ad essere fedele a un legame esposto al pregiudizio etnico e religioso».

Infine il Papa ha rivolto un auspicio, in riferimento al dialogo intergenerazionale: «Se i giovani si aprono alla gratitudine per ciò che hanno ricevuto e i vecchi prendono l’iniziativa di rilanciare il loro futuro – esorta -, niente potrà fermare la fioritura delle benedizioni di Dio fra i popoli! Mi raccomando, che i giovani parlino con i nonni, con i vecchi, che i vecchi parlino con i giovani. Questo ponte dobbiamo stabilirlo forte, lì c’è una corrente di salvezza e di felicità. Che il Signore ci aiuti, facendo questo, a crescere in armonia nelle famiglie, quell’armonia costruttiva che va dai più vecchi ai più giovani, quel ponte bello che noi dobbiamo custodire e guardare».

Infine, chiudendo l’udienza generale, Papa Francesco ha rivolto un ennesimo appello alla pace in Ucraina: «Vi chiedo – invita, durante i saluti ai fedeli di lingua polacca – di perseverare nella preghiera incessante per la pace. Tacciano le armi, affinché quelli che hanno il potere di fermare la guerra, sentano il grido di pace dell’intera umanità!». Ma il Papa ha esortato anche i fedeli polacchi: «Oggi, nell’ottavo anniversario della canonizzazione di San Giovanni Paolo II, per sua intercessione – conclude -, chiediamo di essere fedeli testimoni di Cristo e del suo amore misericordioso nel mondo, in famiglia e nei luoghi di lavoro».

About Davide De Amicis (4026 Articles)
Nato a Pescara il 9 novembre 1985, laureato in Scienze della Comunicazione all'Università degli Studi di Teramo, è giornalista professionista. Dal 2010 è redattore del portale La Porzione.it e dal 2020 è direttore responsabile di Radio Speranza, la radio della Chiesa di Pescara-Penne. Dal 2007 al 2020 ha collaborato con la redazione pescarese del quotidiano Il Messaggero. In passato è stato direttore responsabile della testata giornalistica online Jlive radio, ha collaborato con Radio Speranza, scritto sulla pagina pescarese del quotidiano "Avvenire" e sul quotidiano locale Abruzzo Oggi.
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