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“Il cammino sinodale continua nell’ascolto”

"L’Assemblea - annuncia la Cei - ha deciso di attuare «un primo Report nazionale sulle attività di prevenzione e sui casi di abuso segnalati o denunciati alla rete dei Servizi diocesani e interdiocesani negli ultimi due anni e di avviare un’analisi sui dati di delitti presunti o accertati, perpetrati da chierici in Italia nel periodo 2000-2021 (che verrà pubblicato entro il 18 novembre prossimo), custoditi dalla Congregazione per la Dottrina della Fede"

Lo ha affermato il neo presidente della Cei Zuppi, nelle conclusioni della 76ª Assemblea generale dei vescovi italiani

Il cardinale Zuppi, presidente della Cei, al termine dell'Assemblea generale

Si è conclusa ieri la 76ª Assemblea generale dei vescovi italiani, iniziata lunedì 23 maggio all’Hilton Rome Airport di Fiumicino (Roma) che, dopo aver eletto il cardinale Matteo Maria Zuppi (arcivescovo di Bologna) nuovo presidente della Conferenza episcopale italiana, ha rilanciato il cammino nell’impegno sindale: «Il Cammino sinodale continua nell’ascolto – afferma il cardinale Zuppi -. Quando qualcuno ascolta si fa ferire da quello che vive, fa sua quella sofferenza. Ciò che viviamo ci aiuta a capire le tante domande, le tante sofferenze, e quindi anche come essere una madre vicina e come incontrare i diversi compagni di strada». Nella sua prima dichiarazione alla stampa, il presidente della Cei ha poi parlato di una «Chiesa che è per strada e cammina nella missione di sempre, ovvero quella che celebreremo a Pentecoste: una Chiesa che parla a tutti, che vuole raggiungere il cuore di tutti e che parla, nella babele di questo mondo, l’unica lingua dell’amore».

Non è mancato poi una riflessione del cardinale Zuppi in merito alla situazione del Paese e alla crisi internazionale: «In questo momento – osserva -, in Italia, in Europa e nel mondo viviamo diverse pandemie. Quella del Covid con tutto ciò che ha rivelato in termini di fragilità, debolezze, consapevolezze, domande aperte e dissennatezze; e ora anche la pandemia della guerra a cui con insistenza, da tempo, Papa Francesco aveva fatto riferimento parlando di terza guerra mondiale a pezzi e che aveva ricordato nella Fratelli tutti riportando alcuni temi fondamentali legati alla pace e al nucleare. Senza dimenticare altri pezzi di guerre che sono – anche quelle – mondiali».

In seguito, il comunicato ha approfondito le priorità che emergono in merito al cammino sinodale, dopo aver ricordato che il primo anno di lavori ha coinvolto tutte le Chiese locali italiane. Le 206 sintesi diocesane, arrivate al Gruppo di coordinamento, hanno raccolto quanto emerso dal lavoro di oltre 40 mila gruppi sinodali, i quali hanno coinvolto quasi mezzo milioni di persone: «Privilegiare l’ascolto delle esperienze – sottolineano i vescovi italiani – ha permesso a tutti i partecipanti di esprimersi, senza preoccuparsi di formulare concetti precisi, e ha favorito l’esternazione di tanti sentimenti – spesso compressi nell’animo nei due anni della pandemia – sia sotto forma di apprezzamenti e proposte sia sotto forma di critiche e richieste».

La chiusura dei lavori

Degli oltre 400 referenti diocesani (presbiteri, diaconi, laici e consacrati), 32, cioè due per ogni regione ecclesiastica, hanno partecipato ai lavori dell’Assemblea, portando il loro contributo di riflessione e di esperienza. L’Assemblea ha così approvato una mozione: «Il Cammino sinodale delle Chiese che sono in Italia – si legge – prosegue con il secondo periodo della fase narrativa. I vescovi, in ascolto del Popolo di Dio, guardano con convinzione a questo percorso secondo quanto indicato da Papa Francesco con il Sinodo universale e proposto per l’Italia dal Gruppo di coordinamento nazionale. Per questo, affidano alla Presidenza, sentito il Consiglio Permanente, la cura dell’elaborazione del testo di sintesi della fase nazionale da inviare alla Segreteria Generale del Sinodo dei Vescovi. Allo stesso tempo, incaricano il Consiglio permanente di approvare testi e strumenti per proseguire il Cammino sinodale tenendo conto del cronoprogramma e delle linee discusse da questa Assemblea. In questo è importante il coinvolgimento dei territori attraverso le Conferenze episcopali regionali».

Il lavoro del secondo anno, invece, consisterà nella formazione di “cantieri”, con momenti anche esperienziali, che favoriranno l’ulteriore ascolto delle persone. Le priorità individuate, sotto forma di “cantiere”, sono tre: corresponsabilità e formazione degli operatori pastorali, ascolto dei “mondi” (poveri, giovani, donne, professioni, culture…) e snellimento delle strutture ecclesiali. Ogni Chiesa locale, poi, sceglierà un quarto cantiere, sulla base della sintesi diocesana raggiunta alla fine del primo anno di ascolto. La traccia per il secondo anno sinodale verrà consegnata ai primi giorni di luglio.

ABUSI NELLA CHIESA: “IN ARRIVO UN REPORT SULLE ATTIVITA’ DI PREVENZIONE E I CASI SEGNALATI”

Ma al di là del Sinodo, l’Assemblea generale della Cei ha poi rilanciato l’impegno nel contrasto degli abusi nella Chiesa: «I vescovi – si legge nel comunicato finale – hanno approvato una determinazione con cinque linee di azione per una più efficace prevenzione del fenomeno degli abusi sui minori e sulle persone vulnerabili».

In particolare, oltre a potenziare la rete dei referenti diocesani e la costituzione dei Centri di ascolto, che attualmente coprono il 70% delle diocesi italiane, l’Assemblea ha deciso di attuare «un primo Report nazionale sulle attività di prevenzione e sui casi di abuso segnalati o denunciati alla rete dei Servizi diocesani e interdiocesani negli ultimi due anni e di avviare un’analisi sui dati di delitti presunti o accertati, perpetrati da chierici in Italia nel periodo 2000-2021 (che verrà pubblicato entro il 18 novembre prossimo), custoditi dalla Congregazione per la Dottrina della Fede». Inoltre, partecipando come inviato permanete all’Osservatorio per il contrasto della pedofilia e della pornografia minorile, istituito con la legge 269/1998, la Cei ha preso atto con «molto favore» della possibilità di collaborare con le istituzioni pubbliche per «lo studio e il monitoraggio della prevenzione e il contrasto dell’abuso e dello sfruttamento sessuale a danno delle persone di minore età in tutta la società italiana». I vescovi, «sensibili e vicini al dolore delle vittime e dei sopravvissuti ad ogni forma d’abuso», hanno ribadito la loro «disponibilità all’ascolto, al dialogo e alla ricerca della verità e della giustizia». Impegno già assunto con le Linee guida del 2019. Il videomessaggio del cardinale Sean Patrick O’Malley, presidente della Pontificia Commissione per la Tutela dei Minori, con l’apprezzamento per lo sforzo delle Chiese in Italia, è stato ricevuto dai vescovi con «gratitudine, in particolare per l’incoraggiamento espresso a continuare sulla strada intrapresa». «Segno, questo, di una collaborazione che si è intensificata negli ultimi mesi tra la Cei e la Pontificia Commissione».

E i vescovi italiani sono tornati anche a parlare del dramma della guerra in Ucraina: «Hanno evidenziato – si legge nel comunicato – l’importanza di far risuonare, con voce unanime e coraggiosa, il ‘no’ al conflitto e la volontà di costruire insieme la pace, facendo tacere le armi». A tal proposito, i vescovi hanno anche condiviso l’appello “Per una Repubblica libera dalle armi nucleari”, firmato nella scorsa primavera da oltre 40 presidenti nazionali di associazioni cattoliche: «Che più volte – ricordano i presuli – si sono espresse in merito alle armi nucleari e all’adesione del trattato Onu, che l’Italia non ha ancora ratificato». La riflessione sui conflitti si è poi anche allargata alla situazione dei profughi e dei migranti, in particolare alla «tragedia dei lager di detenzione, luoghi di morte e sopraffazione». I vescovi hanno espresso una «denuncia netta, ricordando l’urgenza di attuare politiche migratorie adeguate, rispettose della dignità umana».

Nel comunicato finale della 76ª Assemblea generale dei vescovi italiani, si è poi parlato anche della Giornata per la carità del Papa che si terrà domenica 26 giugno: «Sarà un’occasione – ricordano i presuli – per abbracciare popoli e famiglie, poveri e profughi attraverso le mani del Papa: un gesto, questo, che realizza la pace, perché sostiene la premura del Santo Padre per le innumerevoli situazioni di indigenza e di ‘scarto’, in spirito di condivisione e solidarietà». Nel 2021, le diocesi italiane hanno offerto alla Santa Sede 3.115.270,95 euro; l’importo pervenuto alla Santa Sede a titolo di canone 1271 del Codice di Diritto Canonico è stato di euro 4.020.125,00: «Anche nel 2022 – annuncia la Cei – i mezzi di comunicazione della Chiesa italiana (Avvenire, Agenzia Sir, Tv2000 e Circuito radiofonico InBlu2000) e delle diocesi – a partire dai settimanali diocesani associati alla FISC (Federazione Italiana Settimanali Cattolici) – sosterranno l’iniziativa con diverse attività».

About Davide De Amicis (3929 Articles)
Nato a Pescara il 9 novembre 1985, laureato in Scienze della Comunicazione all'Università degli Studi di Teramo, è giornalista professionista. Dal 2010 è redattore del portale La Porzione.it e dal 2020 è direttore responsabile di Radio Speranza, la radio della Chiesa di Pescara-Penne. Dal 2007 al 2020 ha collaborato con la redazione pescarese del quotidiano Il Messaggero. In passato è stato direttore responsabile della testata giornalistica online Jlive radio, ha collaborato con Radio Speranza, scritto sulla pagina pescarese del quotidiano "Avvenire" e sul quotidiano locale Abruzzo Oggi.
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