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Malati: “Vivete sempre nell’amore che, grazie a voi, si rigenera in tutti”

"Maria - ricorda l'arcivescovo Valentinetti - ci ha detto appunto quanto è importante, attraverso il suo messaggio a Lourdes, tuffarci dentro il mistero della misericordia, perché solo il mistero della misericordia guarisce il nostro non amore. Solo il mistero della misericordia è capace di trasformare il cuore di pietra che, bene o male ci portiamo tutti appresso, in un cuore di carne che sia capace d'amare, che sia capace d'amare il signore Dio tuo, con tutto il cuore e con tutta l'anima e con tutte le forze e che sia capace d'amare il prossimo, come noi stessi"

Lo ha affermato sabato l’arcivescovo Valentinetti, presiedendo la messa della Giornata mondiale del malato a Pescara

L'arcivescovo Valentinetti pronuncia l'omelia

È stato un bel momento di comunione, festa, riflessione e preghiera la 31ª Giornata mondiale del malato, dal tema “‘Abbi cura di lui’. La compassione come esercizio sinodale di guarigione”, vissuta sabato 11 febbraio – nel giorno in cui è ricorsa la memoria liturgica della Beata Vergine Maria di Lourdes – dalla Chiesa di Pescara-Penne attraverso l’organizzazione dell’Ufficio diocesano di Pastorale della salute e delle associazioni che compongono la Consulta di Pastorale sanitaria diocesana. Così decine di malati, con i loro accompagnatori, si sono ritrovati dapprima nella sala polivalente “Monsignor Gustavo Britti” in via Rio Sparto per un momento di festa ed uno spettacolo di magia per poi, alle 17.30, incolonnarsi all’esterno e – portando a spalla l’effige della Beata Vergine Maria di Lourdes – avviarsi in processione fino a raggiungere la vicina parrocchia di San Gabriele dell’Addolorata attraversando il quartiere di San Donato. Una marcia scandita dai canti e dalla recita del Santo rosario.

La processione in partenza dalla sala Mons. Gustavo Britti

Una volta all’interno della chiesa, è stato l’arcivescovo di Pescara-Penne monsignor Tommaso Valentinetti a presiedere la santa messa conclusiva, concelebrata dal direttore dell’Ufficio diocesano di Pastorale della salute don Giancarlo Mandelli e dal parroco don Rodolfo Soccio: «A voi, carissimi fratelli e sorelle – afferma il presule nell’omelia -, che siete qui convenuti per questa festa, soprattutto a voi che vivete sul vostro corpo l’esperienza della fragilità e della malattia. Che cosa dire? Dire che l’amore che il Signore può riversare nel vostro cuore è infinito e grande. Abbiate il coraggio di vivere sempre nell’amore, il che non vuol dire assolutamente far finta di nulla come se se le malattie non esistano, il che non vuol dire non lamentarsi mai perché le malattie le conoscono solo quanti le vivono, ma vuol dire entrare dentro un mistero d’amore e un mistero di misericordia, che grazie a voi si rigenera dentro la storia e la vita anche di chi non soffre, di chi sta bene. Con lo sguardo alla alla Madonna di Lourdes, alla Vergine di Massabielle, con lo sguardo a Bernardetta che disse una famosa frase “Se ci fosse stata una ragazza ancora più indegna e ancora più stupida di me, Maria sarebbe apparsa a quella ragazza, ma evidentemente io ero proprio l’ultima degli ultimi”. E in questo contemplare Maria che sceglie gli ultimi degli ultimi, noi vogliamo affidare a lei le nostre preghiere e le nostre richieste di intercessione, amen».

Al di là delle parole rivole espressamente ai malati, il presule ha approfondito il Vangelo al centro della sesta domenica del tempo ordinario: «Nella proclamazione del Vangelo domenicale – constata – continuiamo ad ascoltare il cosiddetto sermone della montagna. Dopo le beatitudini, “beati i poveri, beati i miti, beati gli afflitti, beati coloro che piangono, eccetera, domenica scorsa il Vangelo ci ha spronati dicendo “Voi siete il sale della terra, voi siete la luce del mondo. E per essere luce e sale occorre vivere secondo la legge del Signore”. E la pagina del Vangelo proclamata all’interno di questo grande discorso di Gesù, è proprio l’esperienza di che cosa significa seguire la legge del Signore. La parola del Siracide, la prima lettura, “Se vuoi osservare i suoi comandamenti, essi ti custodiranno. Se hai fiducia in lui anche tu vivrai” è un’esortazione ad essere con l’orecchio attento, ma soprattutto col cuore attento a capire qual è la legge del Signore. Ora, Gesù si scontra con una mentalità molto gretta, molto piccola. La mentalità degli scribi e la mentalità dei farisei, i quali avevano tantissimi comandamenti. Gesù, nel testo che abbiamo ascoltato, ne raccoglie cinque o sei. Ma l’osservanza di questi comandamenti era un’osservanza esteriore, quasi senza vita quasi, direi, per cercare di capire come aggirare il comandamento. Fatta la legge, trovato l’inganno».

I partecipanti alla Giornata mondiale del malato

Ma Gesù dice altro: «No, non è questa la strada – chiarisce monsignor Valentinetti -. Gesù dice che la strada è un’altra, il cammino da seguire è comprendere lo spirito della legge, comprendere la profondità della legge, comprendere in una sola parola, in una sola affermazione, che se si vuole osservare la legge prima di tutto è importante l’amore. La legge non si può osservare solo perché c’è un lungo elenco di precetti che bisogna mettere in pratica. La legge si può osservare se alla radice della legge c’è un dono della nostra vita, della nostra esistenza, nelle mani del Signore, per amore e solo per amore. Allora, capite bene quanto è importante che Gesù abbia detto “Non son venuto per abolire, ma son venuto per dare compimento. Sono venuto per approfondire, per far capire di più. Non passerà nulla di quello che Mosè e i profeti vi hanno consegnato”. Ma attenzione, dovete capire il senso più profondo. Se dunque ti è stato detto che non è possibile commettere adulterio, esempio molto concreto e molto pratico, solo se tu con l’occhio cattivo guardi senza amore e senza rispetto un’altra persona, commetti adulterio nel tuo cuore. Perché si concepisce nel cuore, dentro l’anima, dentro la nostra spiritualità. Se noi non guariamo prima la nostra spiritualità, se noi non guariamo prima la nostra anima, fratelli sorelle, serve poco avere una legge, serve poco avere dei comandamenti».

Un concetto, quest’ultimo, che l’arcivescovo Valentinetti ha spiegato concretamente facendo riferimento proprio alla Beata Vergine Maria di Lourdes, di cui sabato ricorreva la memoria liturgica: «Maria, a Lourdes, che cosa ha detto? – s’interroga -. Maria a Lourdes ha detto “Convertitevi”. Ha parlato di conversione, ha parlato di cambiamento radicale di vita, ha parlato di un mutamento di atteggiamento profondo, perché solo dentro questo mutamento di di atteggiamento profondo s’incontra il cuore dell’uomo e la misericordia di Dio. E Maria ci ha detto appunto quanto è importante, attraverso il suo messaggio a Lourdes, tuffarci dentro il mistero della misericordia, perché solo il mistero della misericordia guarisce il nostro non amore. Solo il mistero della misericordia è capace di trasformare il cuore di pietra che, bene o male ci portiamo tutti appresso, in un cuore di carne che sia capace d’amare, che sia capace d’amare il signore Dio tuo, con tutto il cuore e con tutta l’anima e con tutte le forze e che sia capace d’amare il prossimo, come noi stessi».

Il servizio di Radio Speranza
About Davide De Amicis (4444 Articles)
Nato a Pescara il 9 novembre 1985, laureato in Scienze della Comunicazione all'Università degli Studi di Teramo, è giornalista professionista. Dal 2010 è redattore del portale La Porzione.it e dal 2020 è direttore responsabile di Radio Speranza, la radio della Chiesa di Pescara-Penne. Dal 2007 al 2020 ha collaborato con la redazione pescarese del quotidiano Il Messaggero. In passato è stato direttore responsabile della testata giornalistica online Jlive radio, ha collaborato con Radio Speranza, scritto sulla pagina pescarese del quotidiano "Avvenire" e sul quotidiano locale Abruzzo Oggi.
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