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“Nessuno si senta escluso, ma in Italia aumentano le disuguaglianze”

"L’impegno di Caritas Italiana e della rete Caritas nazionale e internazionale – sottolinea monsignor Redaelli - non conosce confini, perché vede in primo luogo le persone. L’impegno nel corso dell’anno passato si è sviluppato in Italia come all’estero, sempre nell’ottica dell’accompagnamento delle persone e delle comunità, della promozione della pace e della riconciliazione"

Lo ha affermato don Marco Pagniello, direttore di Caritas italiana, presentando il Bilancio sociale di 2023 di Caritas italiana

Don Marco Pagniello, direttore di Caritas italiana

È stato presentato lunedì, nella sede della Conferenza episcopale italiana a Roma, il Bilancio sociale 2023 di Caritas italiana: «La Caritas non ha copyright anzi è meglio che la carità sia copiata», esordisce monsignor Carlo Maria Redaelli, arcivescovo di Gorizia e presidente di Caritas italiana. Il documento, riferito alle attività dell’anno passato, compie un’analisi – in una logica di trasparenza – dell’utilizzo e della valorizzazione delle risorse a disposizione e dell’impatto pedagogico, sociale e di sostenibilità di quanto realizzato da Caritas Italiana, in ordine al proprio mandato di promozione dello sviluppo umano integrale. Il Bilancio sociale 2023 non è un documento di rendicontazione finanziaria e operativa, ma soprattutto uno strumento di comunicazione in un’ottica di animazione di comunità.

Mons. Carlo Maria Redaelli, presidente di Caritas italiana

Racconta l’impegno Caritas in una logica di “ecologia integrale”, dove la solidarietà e la responsabilità collettiva si definiscono come pilastri per costruire un mondo più equo e inclusivo: «L’impegno di Caritas Italiana e della rete Caritas nazionale e internazionale – sottolinea monsignor Redaelli – non conosce confini, perché vede in primo luogo le persone. L’impegno nel corso dell’anno passato si è sviluppato in Italia come all’estero, sempre nell’ottica dell’accompagnamento delle persone e delle comunità, della promozione della pace e della riconciliazione. Viviamo in un mondo in cui tutto è in relazione. Il Bilancio sociale esprime il nostro sentirci responsabili e cercare di fare la nostra parte, con particolare attenzione a chi si trova in una situazione di vulnerabilità».

Il 2023 è stato caratterizzato da una serie di incertezze e sfide che hanno condizionato il mondo, mostrando quanto sia importante un impegno collettivo e unitario. Visionando il Bilancio sociale 2023, si evince la doppia dimensione della sfida e dell’impegno Caritas come animatrice di comunità che, a livello nazionale e internazionale, viene messa in rilievo da specifiche tematiche e focus: in Italia, sottolineando la realtà dei “working poor” coloro che, nonostante abbiano un impiego, vivono in condizioni di povertà. Il fenomeno del lavoro povero, nel corso dell’anno, ha trovato la risposta forte di 59 Caritas diocesane le quali hanno presentato e attuato progetti in ambito lavoro con i fondi Cei 8xmille. Progetti che restituiscono una fotografia dei rispettivi territori, accomunata da situazioni di crisi socioeconomica e precarietà occupazionale per una fascia sempre più ampia di popolazione. Tra l’altro, l’impegno per la testimonianza della carità viene attuato quotidianamente, grazie agli oltre 84 mila volontari che operano nei servizi Caritas.

In ambito internazionale la “terza guerra mondiale a pezzetti” sembra non avere fine: dall’Ucraina alla Terra Santa al Sudan, in un mondo che non trova pace, Caritas Italiana, in coordinamento con la rete delle Caritas nazionali e delle Chiese sorelle, è stata impegnata in progetti di risposta alle emergenze, come in Turchia, dove il terremoto del 6 febbraio 2023 ha causato oltre 50 mila morti, ma anche in progetti di sviluppo per contrastare i cambiamenti climatici, come nel Bangladesh colpito da tifoni e inondazioni. Oppure in progetti di pace e riconciliazione, come il Centro giovani a Damasco, in una Siria ferita da una guerra lunga oltre 13 anni. Ma anche in programmi di impegno a favore di migranti e rifugiati come i corridoi umanitari, universitari e lavorativi, che declinano in maniera concreta le parole di Papa Francesco “accogliere, proteggere, promuovere, integrare”: «La pubblicazione del bilancio sociale – afferma don Marco Pagniello, direttore di Caritas italiana – è per Caritas Italiana un’occasione di verifica e di rilancio. Ci fermiamo a vedere e a far vedere quanto le nostre opere e le nostre azioni hanno fatto crescere le comunità, quanto le hanno fatte diventare protagoniste sui territori, soggetti attivi di una carità realmente generativa. La solidarietà non è solo una virtù, ma diventa sempre più principio fondante della vita sociale quando più riusciamo a fare rete con tutti coloro a cui sta a cuore il bene comune».

Nell’ambito della presentazione, don Pagniello ha avuto anche modo di fare una breve analisi delle criticità attuali: «Abbiamo bisogno di una tregua non solo nei conflitti internazionali, ma anche in Italia – osserva il presbitero -. È arrivato il momento di fermarci e di fare delle scelte concrete rispetto alle priorità sociali. Accompagnare questi processi e poi passare ad altre priorità». Questo l’appello del direttore di Caritas italiana alle istituzioni: «Come Caritas – rilancia don Marco – sentiamo la responsabilità di dire: nessuno si senta escluso. Però gli ultimi dati della Banca d’Italia ci dicono che stanno aumentando le disuguaglianze, che i ricchi si arricchiscono anche di più, aumentano i poveri e la classe media è in difficoltà». A tal proposito, il 19 giugno Caritas italiana presenterà a Roma il suo punto di vista nel Rapporto povertà ed esclusione sociale. Il Bilancio sociale 2023 è disponibile in versione integrale su www.caritas.it.  

About Davide De Amicis (4423 Articles)
Nato a Pescara il 9 novembre 1985, laureato in Scienze della Comunicazione all'Università degli Studi di Teramo, è giornalista professionista. Dal 2010 è redattore del portale La Porzione.it e dal 2020 è direttore responsabile di Radio Speranza, la radio della Chiesa di Pescara-Penne. Dal 2007 al 2020 ha collaborato con la redazione pescarese del quotidiano Il Messaggero. In passato è stato direttore responsabile della testata giornalistica online Jlive radio, ha collaborato con Radio Speranza, scritto sulla pagina pescarese del quotidiano "Avvenire" e sul quotidiano locale Abruzzo Oggi.
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