"Noi vogliamo rimettere la nostra fede - rimarca l'arcivescovo Valentinetti -. Ma soprattutto non una fede disincarnata, non una fede fatta solo di pratiche di pietà, ma una fede che è capace di rinnegare l'empietà, i desideri mondani, di vivere con sobrietà, con giustizia, con pieta, nell'attesa che quel Bambino un giorno, non più bambino, non più piccolo, non più escluso, tornerà nella gloria nella manifestazione del nostro grande Dio e Salvatore, Gesù Cristo"
"Il seme della pace - precisa il Papa - chiede di smilitarizzare il campo del cuore. Come va il tuo cuore? È smilitarizzato o è così con queste cose, con la lamentela e l’indifferenza, con l’aggressione? E come si smilitarizza il cuore? Aprendoci a Gesù, che è “la nostra pace” (Ef 2,14); stando davanti alla sua Croce, che è la cattedra della pace; ricevendo da Lui, nella Confessione, “il perdono e la pace”. Da qui si comincia, perché essere operatori di pace, essere santi, non è capacità nostra, è dono suo, è grazia"
"La cultura dell’incontro e della pace nel Mediterraneo - sottolinea il cardinale Gualtiero Bassetti - non è un buon proposito per ingenui, ma l’unica possibilità realistica di benessere e prosperità dei nostri popoli, l’unica via che ne assicura realmente la sopravvivenza", aggiunge traendo spunto dal pensiero di Giorgio La Pira
Domenica 1 giugno, penultimo giorno di festeggiamenti, ci saranno le sante messe alle 6.30, alle 8, alle 9.30, alle 10.45 e alle 12. Alle 17 verrà nuovamente recitato il Santo Rosario, che introdurrà la liturgia eucaristica presieduta alle 17.30 dall’arcivescovo di Pescara-Penne monsignor Tommaso Valentinetti. Al termine della santa messa, alle 18.30, dalla basilica partirà la solenne processione della statua della Madonna dei sette dolori, che attraverserà le vie di Pescara colli
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