"Come Consiglio diocesano di Azione cattolica - precisa Matteo Aielli, presidente dell'Azione cattolica diocesana -, riteniamo che porre l'attenzione e riflettere sulle problematiche connesse all'utilizzo della rete digitale sia per gli educatori e catechisti di primaria importanza, soprattutto per capire una volta per tutte che non si smette di essere educatori o catechisti quando non si è fisicamente nel gruppo, così come non lo si smette neanche quando si è online"
"Capire cosa vuol dire stare dall’altra parte del mondo - spiega Marco Berardi, componente del Centro missionario diocesano -, ci permette innanzitutto di avere una maggiore conoscenza di quello che accade nel mondo, arrivando poi a riconoscere quali sono i nostri “muri psicologici” (come indifferenza o razzismo) che ci impediscono di aprire il nostro cuore al prossimo, per avere un futuro di condivisione"
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