"C’è un versetto del Corano – ricorda il sociologo Mario Campli - che afferma come nell’Islam uno dei principi ispiratori fondanti è che l’ortoprassi è superiore all’ortodossia (il pensiero). “Quelli che fanno uno sforzo (si traduce in jihad, che non vuol dire violenza)” – è Allah che parla – per noi, noi li guideremo sulle nostre vie. E certamente Allah è con coloro che fanno il bene”. La rivoluzione è sempre il capovolgimento di una realtà e questo è il capovolgimento del modo di pensare sia quando sentiamo parlare di Islam, ma è anche una sfida per tutti i credenti, così come ci sono delle sfide a cui dobbiamo rispondere noi come cristiani e cattolici, non solo nel fare un comunicazione corretta del fondo della loro fede, ma anche riscoprendola"
"Il Concilio Vaticano II ci ha aiutato a portare il Cammino nelle parrocchie - ricorda Eusebio Astasio, catechista itinerante del Cammino neocatecumanale -. Cosa sarebbe stata la nostra vita senza se non avessimo creduto in Gesù Cristo?! Il nostro matrimonio, i nostri figli. Molti non sarebbero nati. Lui ci ha amato, ci ama, ci ama enormemente. Questa sera non solo ringraziamo il Signore, ma Lui viene ad aiutarci. Se abbiamo davanti una croce, una cosa oscura che non capiamo, una situazione che ci fa soffrire, entriamo in questa croce, sapendo che Dio è fedele, che non ci abbandonerà, che ci ha aiutato sempre, anche questa volta ci aiuterà. Che questa Eucaristia sia un’occasione non per guardare indietro, ma per guardare avanti. Il Signore ha fatto ogni cosa, noi siamo tutti servi inutili. Il Signore Gesù è magnifico, è fenomenale, è santo, santo, santo. A Lui La gloria, Amen"