"Quando si parla di mancanza di vocazioni tra noi - si chiede Galantino -: quante delle chiamate che il Signore certamente continua rivolgere trovano interlocutori capaci di rispettare, come ha fatto Gesù con Natanaele, la storia dei chiamati?"
"Voi - afferma monsignor Valentinetti, rivolgendosi ai cresimandi - dovete far conoscere Gesù agli altri, voi dovete impegnarvi a far sì che questa ricerca, che forse è di tanti - in questa epoca in cui sembra che le persone siano sempre più distratte dal cammino di fede - possa far loro incontrare Gesù, luce delle genti e gloria del suo popolo"
"Marta e Maria - osserva Papa Francesco - che accolgono a casa il Signore, ci ricordano che l’ospitalità è una virtù umana e cristiana, una virtù che purtroppo nel mondo di oggi rischia di essere trascurata. Infatti, si moltiplicano le case di ricovero e gli ospizi, ma non sempre in questi ambienti si pratica una reale ospitalità. Si dà vita a varie istituzioni che provvedono a molte forme di malattia, di solitudine, di emarginazione, ma diminuisce la probabilità per chi è straniero, emarginato, escluso di trovare qualcuno disposto ad ascoltarlo"
"Da questo colonnato che abbraccia Roma e il mondo, scenda su di voi - afferma il Papa nella preghiera di affidamento -, come un abbraccio consolante, la benedizione di Dio. Signore, benedici il mondo, dona salute ai corpi e conforto ai cuori. Ci chiedi di non avere paura. Ma la nostra fede è debole e siamo timorosi. Però Tu, Signore, non lasciarci in balia della tempesta. Ripeti ancora “Voi non abbiate paura”. E noi, insieme a Pietro, “gettiamo in Te ogni preoccupazione, perché Tu hai cura di noi”
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