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“La soluzione alle crisi di ciascuno è prendersi cura di quelle di tutti”

"I problemi globali richiedono soluzioni globali. Aiutiamoci ad ascoltare la sete di pace della gente"

Dal Viaggio apostolico a Malta, il suggerimento di Papa Francesco per la crisi ucraina. Sul tavolo anche una visita a Kiev

Papa Francesco

Ha avuto inizio oggi il trentaseiesimo Viaggio apostolico di Papa Francesco, con destinazione Malta. Questi due giorni dedicati al popolo maltese non placano però la preoccupazione e gli sforzi del Santo Padre per la guerra in Ucraina.

Stamattina infatti, «prima di lasciare Casa Santa Marta, Papa Francesco ha incontrato alcune famiglie di rifugiati provenienti dall’Ucraina ospitate dalla Comunità di Sant’Egidio, accompagnate dall’Elemosiniere di Sua Santità» ha annunciato una nota della Sala stampa vaticana. Si tratta di tre famiglie originarie di Leopoli, Ternopil e Kiev. Tra esse ci sono nove bambini di età compresa tra 5 e 17 anni, alcuni dei quali con problemi di salute, e la nonna settantacinquenne.

Una volta atterrato a La Valletta, il Santo Padre ha continuato a parlare di Ucraina, dedicando alla difficile situazione di guerra alcuni passaggi del discorso rivolto alle Autorità, alla società civile e al Corpo diplomatico maltese. «Dall’est Europa, dall’Oriente dove sorge prima la luce, sono giunte le tenebre della guerra. Pensavamo che invasioni di altri Paesi, brutali combattimenti nelle strade e minacce atomiche fossero ricordi oscuri di un passato lontano. Ma il vento gelido della guerra, che porta solo morte, distruzione e odio, si è abbattuto con prepotenza sulla vita di tanti e sulle giornate di tutti. – ha ricordato Francesco – E mentre ancora una volta qualche potente, tristemente rinchiuso nelle anacronistiche pretese di interessi nazionalisti, provoca e fomenta conflitti, la gente comune avverte il bisogno di costruire un futuro che, o sarà insieme, o non sarà. Ora, nella notte della guerra che è calata sull’umanità, per favore, non facciamo svanire il sogno della pace».

Giorgio La Pira, Padre Costituente e Sindaco di Firenze. Dichiarato venerabile nel 2018.

Il Papa ha quindi fatto riferimento a «una voce controcorrente, che all’esaltazione della propria parte oppose un sussulto profetico in nome della fraternità universale. Era la voce di Giorgio La Pira, che disse: “La congiuntura storica che viviamo, lo scontro di interessi e di ideologie che scuotono l’umanità in preda a un incredibile infantilismo, restituiscono al Mediterraneo una responsabilità capitale: definire di nuovo le norme di una Misura dove l’uomo lasciato al delirio e alla smisuratezza possa riconoscersi”. Sono parole attuali; possiamo ripeterle perché hanno una grande attualità. Quanto ci serve una “misura umana” davanti all’aggressività infantile e distruttiva che ci minaccia, di fronte al rischio di una “guerra fredda allargata” che può soffocare la vita di interi popoli e generazioni!».

«Quell’“infantilismo”, purtroppo, non è sparito. Riemerge prepotentemente nelle seduzioni dell’autocrazia, nei nuovi imperialismi, nell’aggressività diffusa, nell’incapacità di gettare ponti e di partire dai più poveri. – ha ammonito il Papa – Oggi è tanto difficile pensare con la logica della pace. Ci siamo abituati a pensare con la logica della guerra. Da qui comincia a soffiare il vento gelido della guerra, che anche stavolta è stato alimentato negli anni. Sì, la guerra si è preparata da tempo con grandi investimenti e commerci di armi. Ed è triste vedere come l’entusiasmo per la pace, sorto dopo la seconda guerra mondiale, si sia negli ultimi decenni affievolito, così come il cammino della comunità internazionale, con pochi potenti che vanno avanti per conto proprio, alla ricerca di spazi e zone d’influenza. E così non solo la pace, ma tante grandi questioni, come la lotta alla fame e alle disuguaglianze sono state di fatto derubricate dalle principali agende politiche».

«Ma la soluzione alle crisi di ciascuno è prendersi cura di quelle di tutti, perché i problemi globali richiedono soluzioni globali. Aiutiamoci ad ascoltare la sete di pace della gente, lavoriamo per porre le basi di un dialogo sempre più allargato, ritorniamo a riunirci in conferenze internazionali per la pace, dove sia centrale il tema del disarmo, con lo sguardo rivolto alle generazioni che verranno! E gli ingenti fondi che continuano a essere destinati agli armamenti siano convertiti allo sviluppo, alla salute e alla nutrizione» ha concluso il Papa.

Durante il volo verso Malta, un giornalista si è avvicinato al Santo Padre per chiedere se stia prendendo in considerazione l’invito a recarsi a Kiev, formulato più volte dall’Ambasciatore dell’Ucraina presso la Santa Sede e dal Presidente Zelensky nella telefonata avuta con il Pontefice lo scorso 22 marzo. «Sì, è sul tavolo» è stata la risposta del Papa, ma il Nunzio apostolico in Ucraina – raggiunto telefonicamente dal Sir – ha precisato che «la questione si intensifica in virtù della risposta che il Papa ha dato oggi. Si intensifica. Ma per ora nulla di più».

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Classe 2000, è di Torre de' Passeri. Ha conseguito il diploma con lode al Liceo Scientifico di Popoli. Studia Giurisprudenza presso l'Università LUMSA di Roma. Da giugno 2022 è iscritto all'Albo dei Giornalisti, elenco Pubblicisti.