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Vocazione: “È per tutti, perché tutti sono guardati e chiamati da Dio”

"Mettiamoci allora in ascolto della Parola – conclude -, per aprirci alla vocazione che Dio ci affida! E impariamo ad ascoltare anche i fratelli e le sorelle nella fede, perché nei loro consigli e nel loro esempio può nascondersi l’iniziativa di Dio, che ci indica strade sempre nuove da percorrere"

Lo ha affermato Papa Francesco nel messaggio per la Giornata mondiale di preghiera per le vocazioni

Papa Francesco

Papa Francesco ha citato Michelangelo Buonarroti per introdurre, con una metafora, il suo messaggio per la Giornata mondiale di preghiera per le vocazioni di domenica 8 maggio: “Ogni blocco di pietra – cita il Papa – ha al suo interno una statua ed è compito dello scultore scolpirla”.

Così il Santo Padre ha spiegato lo sguardo dell’artista, tracciando poi un parallelo con lo sguardo di Dio che va ancora oltre: «Se questo può essere lo sguardo dell’artista – osserva il Pontefice -, molto più Dio ci guarda così. In quella ragazza di Nazareth ha visto la Madre di Dio; nel pescatore Simone figlio di Giona ha visto Pietro, la roccia sulla quale edificare la sua Chiesa; nel pubblicano Levi ha ravvisato l’apostolo ed evangelista Matteo; in Saulo, duro persecutore dei cristiani, ha visto Paolo, l’apostolo delle genti. Sempre il suo sguardo d’amore ci raggiunge, ci tocca, ci libera e ci trasforma facendoci diventare persone nuove. Questa è la dinamica di ogni vocazione: siamo raggiunti dallo sguardo di Dio, che ci chiama». Un’esperienza, quest’ultima, che attende ognuno: «La vocazione, come d’altronde la santità – conferma Papa Bergoglio -, non è un’esperienza straordinaria riservata a pochi. Come esiste la santità della porta accanto, così anche la vocazione è per tutti, perché tutti sono guardati e chiamati da Dio».

A tal proposito, Francesco ha citato un proverbio dell’Estremo Oriente: «“Un sapiente – riporta –, guardando l’uovo, sa vedere l’aquila; guardando il seme intravvede un grande albero; guardando un peccatore sa intravvedere un santo”. Così ci guarda Dio. In ciascuno di noi vede delle potenzialità, talvolta ignote a noi stessi, e durante tutta la nostra vita opera instancabilmente perché possiamo metterle a servizio del bene comune. La vocazione nasce così, grazie all’arte del divino Scultore che, con le sue mani ci fa uscire da noi stessi, perché si stagli in noi quel capolavoro che siamo chiamati a essere. In particolare, la Parola di Dio, che ci libera dall’egocentrismo, è capace di purificarci, illuminarci e ricrearci».

Da qui l’invito finale del Papa: «Mettiamoci allora in ascolto della Parola – conclude -, per aprirci alla vocazione che Dio ci affida! E impariamo ad ascoltare anche i fratelli e le sorelle nella fede, perché nei loro consigli e nel loro esempio può nascondersi l’iniziativa di Dio, che ci indica strade sempre nuove da percorrere».

About Davide De Amicis (4085 Articles)
Nato a Pescara il 9 novembre 1985, laureato in Scienze della Comunicazione all'Università degli Studi di Teramo, è giornalista professionista. Dal 2010 è redattore del portale La Porzione.it e dal 2020 è direttore responsabile di Radio Speranza, la radio della Chiesa di Pescara-Penne. Dal 2007 al 2020 ha collaborato con la redazione pescarese del quotidiano Il Messaggero. In passato è stato direttore responsabile della testata giornalistica online Jlive radio, ha collaborato con Radio Speranza, scritto sulla pagina pescarese del quotidiano "Avvenire" e sul quotidiano locale Abruzzo Oggi.
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